<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
>

<channel>
	<title>Verdi Veneto</title>
	<link>http://www.verdiveneto.it/</link>
	<description></description>
	<language>it</language>
	<generator>SPIP - www.spip.net</generator>





	<item>
		<title>Bettin: &#171;Cooperiamo con Vendola&#187;</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3617</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3617</guid>
		<dc:date>2010-08-09T08:01:40Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Olol</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique21">Articoli e comunicati</category>

		<dc:subject>Editoriale</dc:subject>

		<description>L'assessore all'Ambiente del Comune di Venezia e storico leader dei Verdi veneti: &#171;Per costruire una vera alternativa ecologica ed europea&#187;

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique21" rel="directory"&gt;Articoli e comunicati&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot23" rel="tag"&gt;Editoriale&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.verdiveneto.it/IMG/arton3617.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;280&quot; height=&quot;315&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;A dieci anni dal G8 di Genova, la domanda di rinnovamento
rivolta al centrosinistra
propone il nodo irrisolto del
rapporto tra politica e societ&#224;. Ne
parliamo con Gianfranco Bettin,
sociologo, storico leader dei Verdi
veneti e oggi assessore all'Ambiente
del Comune di Venezia.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Gianfranco, all'analisi di questo
rapporto hai dedicato sempre
un'attenzione non strumentale.
Come vedi oggi la questione?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Non c'&#232; solo una &#8220;agonia&#8221; berlusconiana,
&#232; un intero sistema di produzione,
consumo, organizzazione
generale e stile di vita che &#232; in
crisi. L'alternativa cresce da tempo,
ovunque, nel modo reale di vivere,
lavorare, consumare, muoversi di
tantissima gente. La politica non
ne capisce molto, non rappresenta
molto, di questo. La separazione
tra politica e societ&#224; nasce da questo,
prima ancora che dal disgusto
diffuso per la politica sporca e di
casta. Bisogna capirla oppure ogni
tentativo di ricomporre la frattura
non funzioner&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Sei reduce da un affollatissimo
confronto con Nichi Vendola.
Qual &#232; il tuo giudizio sulla sua
figura, sul vero e proprio fenomeno
di mobilitazione che si
sta verificando intorno ad essa?
Come valuti il suo ruolo presente
e quale immagini
per il futuro?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Vendola &#232; un leader
singolare, &#8220;politicissimo&#8221;
ed &#8220;extrapolitico&#8221; a
un tempo. Una dimensione
&#8220;doppia&#8221; che, come
nell'arte (senza &#8220;ambiguit&#224;&#8221;
non c'&#232; arte), se
&#232; coniugata virtuosamente
rappresenta un
valore aggiunto straordinario.
Le attese intorno
a lui sono grandi,
grande dev'essere il
suo sforzo per reggere
questa domanda,
che &#232; plurale, ricca,
popolare, generazionale,
innovativa. Dobbiamo
sforzarci tutti, cooperando
a questo impegno.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Le convulsioni della destra
italiana sono, tra le altre
cose, un prodotto della crisi
globale. Nel dibattito politico-
istituzionale del nostro
sfortunato Paese, poco o
niente si discute, anche
a sinistra, della crisi ambientale
che ne &#232; uno dei presupposti
e, tantomeno, di quello che avete
definito come &#8220;green new deal&#8221;
per uscirne. Perch&#233; e come
pensate di invertire questa tendenza?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
La destra italiana &#232;, anche su questo,
la peggiore d'Europa e non solo.
Ma le stesse, varie sinistre italiane
sono in grave ritardo. Se una
nuova aggregazione, sia pure articolata,
deve nascere non potr&#224;
prescindere da una trasformazione
culturale oltre che
politica, che ponga al
centro la questione
ecologica, sia nella lettura
della crisi sia nella
costruzione delle risposte
ad essa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Torniamo al confronto
con Vendola:
fatte le debite proporzioni,
siete entrambi
tra i protagonisti
di esperienze
di governo locale,
la Puglia e Venezia,
dove il centrosinistra
risulta vincente,
nella misura in cui si
presenta con tratti fortemente
originali, vere e proprie anomalie.
In che modo queste possono
caratterizzarsi come &#8220;laboratori
territoriali&#8221; utili a sconfiggere
le destra andando oltre questa
sinistra?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Comuni e Regioni, e i territori e
le citt&#224; che rappresentano, sono i
luoghi principali di una possibile
alternativa, che effettivamente vi
si pu&#242; sperimentare ed esprimere.
L'alternativa o &#232; concreta o non
potr&#224; essere solo &#8220;politica&#8221;: la politica
si troverebbe vuota di contenuto
e di senso, spiazzata, inutile.
Quello che Nichi fa come governatore
&#232; altrettanto importante di
quello che pu&#242; fare come eventuale
leader del centrosinistra o, comunque,
di uno schieramento vasto
di alternativa, proprio perch&#233;
&#232; nella concretezza del territorio
e dell'agire amministrativo che la
sua figura politica acquista credibilit&#224;
e legittima le sue stesse
&#8220;visioni&#8221;, le immagini pi&#249; &#8230; alate
tipiche del suo linguaggio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;E in Europa?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Quanto detto vale per chiunque
agisca sui territori dentro
e/o fuori delle istituzioni: sono il vero luogo dell'alternativa,
su cui fondare il progetto
per un Paese migliore, capace di
mettere in forma globale e di dare
spazio alla rivoluzione ecologica
in atto. E' lo stesso lavoro che,
in dimensione europea, sta facendo
Dany Cohn-Bendit, in particolare
con la sua &#8220;Europe Ecologie&#8221;
(interessantissima anche la proposta
di una &#8220;cooperativa politica&#8221;
per superare le vecchie forme-partito)
e dentro i Verdi tedeschi e di
altri paesi. Certe componenti della
Linke tedesca e delle sinistre meno
arretrate ed Ideologiche di altri
paesi si stanno muovendo nella
stessa direzione. Perch&#233; &#232; il senso
della storia, potremmo dire un po'
enfaticamente, ad andare da quella
parte.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Come pensi che le esperienze
politico-elettorali, civiche e ambientaliste,
che negli ultimi anni,
insieme a tante altre ed altri,
hai costruito, possano contribuire
a dare corpo e realt&#224; ai ragionamenti
svolti fin qui?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Stanno dentro a questo percorso.
Nel Veneto, in particolare, stiamo
lavorando a un collegamento
e a una prospettiva comune, che
da settembre vogliamo rafforzare.
Guardo a realt&#224; come la lista &#8220;No
Dal Molin&#8221; di Vicenza, alle Civiche
nate nella Bassa Padovana proprio
su temi ambientali, a tantissime
persone che, non a caso, si sono
ritrovate nella campagna per
l'acqua bene comune. Molti di loro
non sono mai stati iscritti ai Verdi
o ad altri partiti della sinistra, ma
penso che il loro lavoro politico
ben interpreti la stessa idea di Bonelli,
quando parla di un definitivo
&#8220;superamento&#8221; dei Verdi italiani.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Che iniziative avete in mente?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Vorremmo provare a mettere in
rete tutte queste esperienze, compresa
l'associazione &#8220;in comune&#8221;
che prosegue dopo la prova elettorale
veneziana, e fare di questa
rete un ponte, capace di collegare
l'Europa e l'Adriatico, di connettere,
per capirci, Cohn Bendit
con Vendola, le culture politiche
ecologiste con le prospettive
davvero nuove che possono aprirsi
in un'Italia post-berlusconiana.
Ci piacerebbe riprendere il confronto
iniziato a Padova la scorsa
settimana in un grande appuntamento
a Venezia tra settembre e
ottobre.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;articolo di Beppe Caccia, tratto da Terra, Quotidiano ecologista, del 20/7/2010&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>CON NICHI VENDOLA E TANTI ALTRI PER COSTRUIRE &quot;COOPERAZIONE POLITICA&quot;</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3616</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3616</guid>
		<dc:date>2010-08-09T07:36:22Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Olol</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique21">Articoli e comunicati</category>

		<dc:subject>Prima pagina</dc:subject>

		<description>In queste ore, il vecchio della vecchia politica politicante italiana torna protagonista, seppur in un contesto sociale drammaticamente mutato. Lo schema bipolare si &#232; rivelato inadeguato ad affrontare gli effetti della crisi. La lenta agonia del berlusconismo sembra subire un'improvvisa accelerazione, tra scandali e congiure di Palazzo. Ma fatica ad affermarsi una prospettiva di cambiamento reale.

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique21" rel="directory"&gt;Articoli e comunicati&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot17" rel="tag"&gt;Prima pagina&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.verdiveneto.it/IMG/arton3616.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;450&quot; height=&quot;220&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quel che resta del centrosinistra &#232; ridotto a tifare per Fini. E gran parte della stessa opposizione parlamentare &#232; pronta a sostenere qualsiasi ipotesi di &#8220;governo tecnico&#8221;, &#8220;di transizione&#8221; o &#8220;istituzionale&#8221;, magari presieduto da Tremonti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma, come accade in ogni fase di Basso Impero, questo stesso Parlamento trova il tempo e la forza per approvare una manovra economica di una pesantezza senza precedenti, tutta a carico dei redditi medio-bassi e delle finanze locali, e di votare in prima lettura una riforma dell'Universit&#224; che nascondendosi dietro il mantra del &#8220;merito&#8221; nega a tutti, anche ai pi&#249; &#8220;meritevoli&#8221;, l'accesso a quel bene comune per eccellenza che si chiama sapere.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tremonti, da parte sua, ha le idee molto pi&#249; chiare del centrosinistra. Sa chi sono amici e nemici. E da quali deve guardarsi. Cos&#236;, nel quadro di un'offensiva a tutto campo contro le autonomie locali, alla faccia della retorica &#8220;federalista&#8221;, sferra un attacco senza precedenti al coraggioso piano per la sanit&#224; pubblica della Regione Puglia e, direttamente, al suo Presidente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Noi, amministratori locali di un Veneto, dove nessuno si &#232; scandalizzato per il &#8220;buco&#8221; lasciato nei conti della sanit&#224; regionale dalla politica del &#8220;project financing&#8221; di Galan e di Zaia, siamo &#8211; senza tentennamenti &#8211; dalla parte di Nichi Vendola. Nella sua battaglia a difesa dell'esperienza pugliese, ma anche e soprattutto insieme a tante e tanti altri in quella, altrettanto dura, per &#8220;sparigliare&#8221; un centrosinistra le cui oligarchie aspirano al massimo ad un Tremonti presidente del Consiglio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E' con Vendola, e tante e tanti altri, che si tratta ora, per usare la fortunata espressione di Dany Cohn Bendit, di costruire &#8220;cooperazione politica&#8221;. Di farlo, rinnovando le stesse culture politiche della sinistra, a partire dalla consapevole assunzione della crisi ecologica come matrice, e non semplice sfondo, della presente crisi finanziaria, economica e sociale. Di farlo, cercando di rispondere all'inevasa domanda di un &#8220;nuovo Welfare&#8221; che, criticando l'esausto impianto lavorista, sessista e assistenzialista di quello novecentesco, sappia riempire di contenuti una nuova stagione di lotte per i diritti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Di farlo, partendo dai nostri &#8220;laboratori territoriali&#8221; dove pratiche sociali innovative, di conflitto e di produzione, si scontrano, si confrontano e s'intrecciano con esperienze &#8220;anomale&#8221; di governo. Laboratori territoriali che, da questo intreccio virtuoso possono essere &#8220;liberati&#8221; e possono cos&#236; sperimentare relazioni federative con esperienze analoghe. Laboratori territoriali dove, non a caso, germogliano anche al centro dello schieramento politico originali tentativi di &#8220;spariglio&#8221;, come il manifesto Verso Nord di Bertolissi, Cacciari e Variati.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Di farlo, forzando una nuova apertura d'orizzonte sulla dimensione europea che non pu&#242; essere ridotta, pena la catastrofe, all'asfittica gestione di spazi politici nazionali, teleguidati da poteri finanziari sovraordinati.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E' proprio nel momento in cui pi&#249; avanzato appare il degrado dei costumi civili e politici, pi&#249; profonda la corruzione, pi&#249; forte il rischio di ulteriori involuzioni, che si tratta di &#8220;novare i principi&#8221;, tornare cio&#232; a definire collettivamente i fondamentali di un'azione politica orientata al cambiamento. E a questa impresa, rischiosa e dall'esito incerto come ogni impresa degna di questo nome, c'&#232; la vitale necessit&#224; di far cooperare biografie, esperienze, punti di vista forti e differenti tra loro, che devono, senza rinunciare alla propria autonomia, assumersi insieme l'immane responsabilit&#224; di nutrire la speranza di tante e di tanti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Beatrice Andreose (assessora comunale di Este), Gianfranco Bettin (assessore comunale di Venezia), Beppe Caccia (consigliere comunale di Venezia), Aurora d'Agostino (gi&#224; consigliera comunale di Padova), Flavio Dal Corso (presidente Municipalit&#224; di Marghera), Olol Jackson (gi&#224; consigliere circoscrizionale di Vicenza), Francesco Miazzi (consigliere comunale di Monselice), Guido Romanin (consigliere comunale di Rovigo), Camilla Seibezzi (consigliera comunale di Venezia), Luana Zanella (gi&#224; assessora comunale di Venezia).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Pi&#249; forza alla speranza</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3618</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3618</guid>
		<dc:date>2010-08-08T08:12:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Olol</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique21">Articoli e comunicati</category>

		<dc:subject>Prima pagina</dc:subject>

		<description>Il confronto a pi&#249; voci tra Luca
Casarini, Gianfranco Bettin,
Nichi Vendola e Sandro
Medici, allo
Sherwood Festival di Padova, &#232; stato nel vero senso
della parola un evento politico,
come da tempo non se
ne vedevano. Nel senso che &#232;
stata un'occasione utile a far
compiere a tutti un passo in
avanti, grazie al tentativo, riuscito,
di affrontare sul serio
nodi problematici che, da
tempo, costituivano altrettante
ipoteche sull'azione politica
di ognuno.

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique21" rel="directory"&gt;Articoli e comunicati&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot17" rel="tag"&gt;Prima pagina&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.verdiveneto.it/IMG/arton3618.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;342&quot; height=&quot;194&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Significativo ne &#232; stato lo
scenario: lo Sherwood Festival
che, come e pi&#249; delle precedenti
edizioni, nel corso
dell'ultimo mese, si &#232; offerto
come vero e proprio agor&#224;,
piazza di confronto culturale
e politico per l'intero Nordest
(e oltre). Una foresta di Sherwood,
dove il punto di vista
forte di Robin Hood e di tutta
la sua banda si &#232; messo a disposizione
di una comunicazione
aperta, a trecento-sessanta
gradi.
Indicativo ne &#232; stato il punto
di partenza: il filo interrottosi
dieci anni fa, dopo le giornate
di luglio 2001 contro il
G8 a Genova, di una possibile
relazione tra politica istituzionale
e societ&#224;, tra quanti
si spendono sul terreno della
rappresentanza in crisi e
quanti si muovono su quello
dei conflitti &#8220;dal basso&#8221;: e qui
&#232; stato giustamente osservato
come, pur nelle drammatiche
difficolt&#224; che abbiamo
di fronte, al di l&#224; e nonostante
la crisi della sinistra istituzionale,
centinaia di migliaia
di donne e uomini, milioni a
livello globale, abbiano continuato
e continuino a sognare
e a praticare, quotidianamente,
alternative concrete, concreti
tentativi di costruire un
mondo diverso e pi&#249; giusto.
E di come, nel farlo, abbiano
di fatto gi&#224; profondamente
rinnovato le stesse culture
politiche della sinistra, a partire
dalla consapevole assunzione
della crisi ecologica come
matrice, e non semplice
sfondo, della presente crisi finanziaria,
economica e sociale.
E di come, di fronte al carattere
globale e strutturale
di quest'ultima, stia l'inevasa
domanda di un &#8220;nuovo Welfare&#8221;
che, criticando l'esausto
impianto lavorista, sessista
e assistenzialista di quello
novecentesco, sappia riempire
di contenuti una nuova
stagione di lotte per i diritti,
perch&#233; proprio l&#224; dove tutto
sembra perduto, l&#224; &#232; la salvezza.
E di come l'esistenza di &#8220;laboratori
territoriali&#8221; dove pratiche
sociali innovative, di conflitto
e di produzione, si scontrano,
si confrontano e s'intrecciano
con esperienze
&#8220;anomale&#8221; di governo, richieda
una nuova apertura d'orizzonte
sulla dimensione europea
che non pu&#242; essere ridotta,
pena la catastrofe, all'asfittica
gestione di spazi politici
nazionali, teleguidati da poteri
finanziari sovranazionali.
Per provare a contare sul serio
non c'&#232; bisogno di sbiadire
le proprie posizioni, di annacquare
il proprio discorso,
di iscriversi al partito di
qualcun'altro o di iscriversi ad
un partito punto. N&#233; di &#8220;portare
vasi a Samo&#8221;.
Perch&#233; proprio il confronto di
Padova ha dimostrato come
biografie, esperienze, punti di
vista forti e differenti tra loro
possano, senza rinunciare
alla loro diversit&#224;, reciprocamente
rafforzarsi e cooperare,
contribuire a costruire
uno spazio pubblico &#8220;ibrido&#8221;,
in cui le rispettive autonomie
non vengono messe in
discussione, ma concorrono
invece a creare le condizioni
di possibilit&#224; del cambiamento.
E che &#232;, oggi pi&#249; che mai,
necessario a inverare quel
principio speranza che nutre
l'azione politica quotidiana di
tante e tanti.&lt;br&gt;
b.c.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;articolo di Beppe Caccia tratto da Terra - Quotidiano Ecologista&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Monselice. Manifestazione il 29 maggio contro progetto Italcementi</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3608</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3608</guid>
		<dc:date>2010-05-05T13:59:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Ecomagazine</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique4">Inquinamento ambientale</category>

		<dc:subject>Padova</dc:subject>
		<dc:subject>Prima pagina</dc:subject>

		<description>Appello della Rete dei Comitati &quot;Salute e Ambiente&quot; della bassa padovana per la costruzione il 29 maggio prossimo di una grande manifestazione a Monselice per dire no al progetto di Italcementi, attorno alla cui vicenda si gioca il futuro di questo territorio.

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique4" rel="directory"&gt;Inquinamento ambientale&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot15" rel="tag"&gt;Padova&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot17" rel="tag"&gt;Prima pagina&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.verdiveneto.it/IMG/arton3608.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;227&quot; height=&quot;168&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.cittafutura.net&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;www.cittafutura.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;APPUNTAMENTO SABATO 29 MAGGIO ORE 16.30 IN PIAZZA MAZZINI&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt;
A SEGUIRE UN CORTEO PER LE VIE DELLA CITTA' E CONCLUSIONE VERSO LE 18 (SEMPRE IN PIAZZA MAZZINI) PER INTERVENTI E MUSICA DAL VIVO.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;LE NOSTRE CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO DI ITALCEMENTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Italcementi di Monselice propone di sostituire i 3 vecchi forni con un nuovo forno di cottura tecnologicamente all' avanguardia, garantendo un abbattimento del 50% delle emissioni in atmosfera, una riduzione nel consumo di risorse e la garanzia occupazionale&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;IL QUADRO ECONOMICO NON CONVINCE&lt;/strong&gt;: il totale per la realizzazione dell' intervento &#232; di 160 milioni a cui andrebbero aggiunti altri svariati milioni per la nuova viabilit&#224;. I Dirigenti di Italcementi hanno dichiarato che in 10 anni rientreranno dall' investimento. Noi manifestiamo tutte le nostre perplessit&#224; visto che si prevede una riduzione della produzione e si sta operando in una situazione di crollo della domanda e dei prezzi del cemento. Chiediamo di analizzare il loro piano d'ammortamento e il (ROI) return of investiment, per accantonare il dubbio che in realt&#224; i guadagni possano essere ottenuti attraverso l' uso dei rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;I CEMENTIFICI POSSONO DIVENTARE INCENERITORI&lt;/strong&gt;: al di la delle garanzie verbali, i rifiuti d' ogni genere rappresenteranno per questi impianti parte integrante del processo produttivo. Appare inoltre evidente che il rischio rimane quello di vederli utilizzati come combustibile, in tutti e 3 i cementifici della bassa padovana. L' impatto ambientale incider&#224; in modo irreversibile sulla salute di lavoratori e residenti in una vasta area, in quanto i rifiuti nella combustione possono liberare sostanze nocive, tossiche, cancerogene e teratogene. Ci&#242; sar&#224; ancora pi&#249; pericoloso nei cementifici in quanto questi impianti non sono soggetti, pur smaltendo e/o bruciando rifiuti come gli inceneritori, ai controlli e ai limiti d' emissione degli inceneritori di rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;SI DEVASTA IL PAESAGGIO COLLINARE&lt;/strong&gt;: la ciminiera dell' Italcementi, con i suoi 122 metri, produrr&#224; un impatto visivo difficilmente mitigabile, marchiando il territorio con un biglietto da visita che allontaner&#224; residenti, turisti ed investitori, con pesanti ricadute sull' intera economia del territorio. &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
NON SI GARANTISCE STABILMENTE L' OCCUPAZIONE&lt;/strong&gt;: dopo la fase della demolizione/costruzione del nuovo impianto &#232; prevista una riduzione della quantit&#224; di cemento prodotta e conseguentemente un taglio netto anche agli occupati. Inoltre questa ristrutturazione, per effetto della concorrenza, potrebbe determinare effetti negativi sugli occupati degli altri stabilimenti, riproponendo il ricatto dell' uso di CDR nei loro forni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
PROPONIAMO UN PATTO AI LAVORATORI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non siamo contro i lavoratori come qualcuno vorrebbe far credere, perch&#232; comprendiamo e condividiamo le loro giuste preoccupazioni. Non abbiamo mai avanzato proposte che non tenessero conto del problema occupazionale. Anzi &#232; proprio con loro che vogliamo confrontarci, come abbiamo sempre fatto in questi anni. Quello che chiediamo &#232; di discutere il progetto per evitare che venga imposto a tutti i costi alla popolazione. Noi assumiamo l' impegno di rimanere sempre al fianco dei lavoratori, per garantire un posto di lavoro adeguato e la garanzia di un reddito per tutti gli occupati.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;NON VOGLIAMO BRUCIARE IL FUTURO DI QUESTO TERRITORIO&lt;/strong&gt;&lt;br&gt; LAVORIAMO INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE NEL RISPETTO DELLA SALUTE E DELL' AMBIENTE - LA BASSA PADOVANA NON DEVE DIVENTARE LA PATTUMIERA DEL VENETO !&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;INVITIAMO TUTTI ALLA MOBILITAZIONE&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;IL 29 MAGGIO COSTRUIAMO INSIEME UNA MANIFESTAZIONE A MONSELICE PER SUPERARE LE DIVISIONI E SCONFIGGERE IL RICATTO OCCUPAZIONALE;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
PER CHIEDERE AI NOSTRI AMMINISTRATORI UNA PROPOSTA ALTERNATIVA CHE TUTELI I LAVORATORI E TUTTI I CITTADINI DI QUESTO TERRITORIO&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;SABATO 29 MAGGIO ORE 16.30 IN PIAZZA MAZZINI. A SEGUIRE UN CORTEO PER LE VIE DELLA CITTA' E CONCLUSIONE VERSO LE 18 (SEMPRE IN PIAZZA MAZZINI) PER INTERVENTI E MUSICA DAL VIVO.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;RETE DEI COMITATI &quot;SALUTE E AMBIENTE&quot; DELLA BASSA PADOVANA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;per contatti:&lt;br&gt; &lt;a href=&quot;mailto:info@lasciatecirespirare.it&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;info@lasciatecirespirare.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
Francesco Miazzi &lt;a href=&quot;mailto:fmiazzi@gmail.com&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;fmiazzi@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Louisiana. Sei domande e risposte sulla marea nera!</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3615</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3615</guid>
		<dc:date>2010-05-05T11:42:13Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Ecomagazine</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique4">Inquinamento ambientale</category>

		<dc:subject>Ecomagazine</dc:subject>
		<dc:subject>Notizie di interesse</dc:subject>

		<description>Diffuso da Greenpeace &quot;Orizzonte nero&quot;, un documento che spiega con sei domande e sei risposte cosa sta realmente accadendo in Louisiana, dopo l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon.

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique4" rel="directory"&gt;Inquinamento ambientale&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot16" rel="tag"&gt;Ecomagazine&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot18" rel="tag"&gt;Notizie di interesse&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.verdiveneto.it/IMG/arton3615.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;323&quot; height=&quot;170&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.greenpeace.org&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;GREENPEACE&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Roma, 4 maggio. Oggi diffondiamo &quot;Orizzonte nero&quot;, un documento che spiega con sei domande e sei risposte cosa sta realmente accadendo in Louisiana, dopo l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Occorre fare chiarezza sulle molte falsit&#224; che in questi giorni vengono diffuse.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Decenni di maree nere non ci hanno insegnato niente. Dopo tante promesse di &quot;rivoluzione verde&quot; e Green Economy, agli inizi di aprile 2010, Barak Obama ha ridato il via alle esplorazioni petrolifere offshore negli USA, dopo una lunga moratoria.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un pedaggio pagato alle lobby petrolifere per far passare un &quot;Climate Bill&quot;(la legislazione per la riduzione delle emissioni di gas serra) che riduce le emissioni degli USA solo del 4% rispetto al 1990 (anno di riferimento del Protocollo di Kyoto). Obama &#232; stato subito ripagato da BP, proprietaria della Deepwater Horizon, con una marea nera che lascer&#224; il segno.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Le nostre sei domande, con le loro risposte, ci fanno capire perch&#233; questo era un disastro annunciato:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;1. Un incidente senza precedenti?&lt;/strong&gt; &lt;br&gt;
Falso! La moratoria alle estrazioni petrolifere offshore negli USA non &#232; cominciata per caso. Nel 1969 esplodeva infatti la piattaforma Santa Barbara (California): in dieci giorni, furono rilasciate in mare 12-13.000 tonnellate di petrolio. Almeno 10.000 uccelli furono uccisi. Dieci anni dopo era la volta della Ixtoc 1, della compagnia di Stato messicana PeMex: 450-480.000 tonnellate di petrolio furono rilasciate in mare nell'arco di oltre 9 mesi, nel Golfo del Messico. E' il maggior rilascio di petrolio in mare mai registrato, con danni anche negli USA che la PeMex non volle mai pagare. Migliaia di tartarughe marine furono sgomberate con gli aerei dalle spiagge messicane, pesantemente contaminate. Altri pesanti rilasci di petrolio furono causati dalle 30 piattaforme danneggiate o affondate dall'uragano Katrina, nel 2005: proprio in Louisiana.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;2. Una tecnologia all'avanguardia? &lt;/strong&gt; &lt;br&gt;
Falso! La piattaforma Depwater Horizon non &#232; della BP, che l'ha affittata dalla Transocean, alla modica cifra di 500,000 US$ al giorno. Con quella stessa cifra, la BP avrebbe potuto acquistare, e utilizzare, un sistema di bloccaggio del pozzo &quot;a distanza&quot; (azionabile con un sistema acustico, dalla superficie). Perch&#233; questo utile congegno, obbligatorio in Norvegia e in Brasile, non &#232; stato utilizzato in una piattaforma assolutamente all'avanguardia (come sostiene la stessa BP)? L'uso di questo congegno &#232; stato a lungo dibattuto negli USA, almeno dal 2000. Ma, dopo forti pressioni della lobby petrolifera, nel 2003 lo US Mineral Management Service concludeva che &quot;questi sistemi non sono raccomandati perch&#233; tendono a essere troppo costosi&quot;. Certo, mezzo milione di dollari sono una bella cifra: ma sono appena il costo dell'affitto giornaliero di una piattaforma. E nel primo quadrimestre 2010 la stessa BP, che ha fatto profitti per quasi 6 miliardi di dollari, per attivit&#224; di lobby al Congresso USA ha speso non meno di 3,5 milioni di dollari.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;3. Mille barili al giorno di petrolio in mare?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Falso! Non sappiamo ancora quanto petrolio stia rilasciando in mare la Deepwater Horizon. Sappiamo che BP ha mentito quando ha dichiarato una stima di circa 1.000 barili al giorno (c.a. 135 tonnellare). Gi&#224; dopo i primi sopralluoghi la NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration) ha portato la stima a 5.000 barili/giorno (c.a. 675 tonnellate) e i media riferiscono di stime assai maggiori: il 2 maggio il Wall Street Journal parlava di 25.000 barili al giorno (ovvero 3.375 tonnellate!) e la stessa BP ha dichiarato per la Deepwater Horizon una produzione potenziale di 150.000 barili al giorno (20.250 tonnellate). Queste cifre devono essere moltiplicate per la durata dello sversamento. Dopo il fallito tentativo di chiudere le valvole della testa di pozzo con un robot filoguidato (ROV, remote operated vehicle) adesso BP cerca di intrappolare la perdita sotto una cupola di cemento. In ogni caso ci vorr&#224; tempo, bisogner&#224; tagliare la condotta (che sta perdendo petrolio in almeno tre punti) e le perdite di petrolio, che fuoriesce anche da fessurazioni nel fondo marino, saranno bloccate solo scavando un altro pozzo (a mezzo miglio di distanza) per &quot;togliere pressione&quot; al pozzo in perdita. Ci vorranno mesi: Ixtoc 1 &#232; esploso nel giugno 1979 ed &#232; stato chiuso solo nel marzo 1980.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;4. BP pagher&#224; tutti i danni?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Falso! Sui media si legge che BP avrebbe gi&#224; dichiarato che si assume tutte le responsabilit&#224; e che pagher&#224; tutti i danni. Non &#232; vero: BP ha dichiarato che pagher&#224; tutte le perdite economiche accertate e quantificabili. Probabilmente non &#232; poca cosa: gi&#224; i pescatori (soprattutto ostriche e gamberi) si stanno attrezzando per organizzare una &quot;class action&quot; (azione legale collettiva) per chiedere a BP almeno 5 miliardi di dollari. Altri danni economici potrebbero essere richiesti dal settore turistico: gi&#224; solo la pesca sportiva in mare, da quelle parti &#232; un bussiness da oltre 700.000 di dollari l'anno (oltre 7.700 posti di lavoro). Tuttavia, i precedenti ci dicono che difficilmente BP pagher&#224; i danni ambientali che sta causando. Dopo il disastro della Exxon Valdes (Prince William Sound, Alaska 1989) la Exxon Mobil era stata inizialmente condannata a pagare 287 milioni di dollari di danni e 5 miliardi di dollari come ammenda (anche per risarcire i danni ambientali). Dopo anni di appelli e perizie in tribunale, il 25 giugno 2008, la Corte d'Appello ha deciso che Exxon doveva pagare solo 507,5 milioni di dollari di danni. In altre parole, le compagnie petrolifere (e le loro assicurazioni) difficilmente pagano per tutti i danni ambientali collegati alle &quot;maree nere&quot;, danni che, d'altra parte, sono spesso difficili da quantificare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;5. Gli ecosistemi torneranno presto alla normalit&#224;?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Falso! Gli effetti di disastri petroliferi come questo sono difficili sia da valutare che da monitorare. In particolare, gli effetti sull'ecosistema pelagico sono particolarmente complessi. Le sostanze tossiche rilasciate dalle migliaia di tonnellate di petrolio potrebbero avere effetti notevoli sia sulle comunit&#224; del plancton (organismi che vivono nella colonna d'acqua) che su altre specie. A ci&#242; bisogna aggiungere gli effetti tossici dei disperdenti (ne sono stati usati almeno 400.000 litri) tra cui &#232; confermato l'uso del Corexit (2- butossietanolo), vietato in California perch&#233; causa infertilit&#224; e malformazioni (o morte) dei feti. L'uso di disperdenti pu&#242; ridurre l'impatto sugli uccelli (che vengono &quot;soffocati&quot; dal catrame) ma aumenta quello sulla fauna e flora marina. Spesso &#232; una decisione che si prende per motivi di &quot;pubbliche relazioni&quot; (gli uccelli incatramati fanno sensazione) che &#232; come nascondere l'immondizia sotto il tappeto visto che l'effetto sui pesci &#232; poco visibile. Ad esempio, da met&#224; aprile a met&#224; giugno nell'area &#232; in corso la riproduzione del tonno rosso, una specie gi&#224; decimata dalla pesca eccessiva di cui &#232; stato anche proposto (col sostegno degli USA&#8230;) il bando del commercio internazionale. Nella stessa area sono presenti tartarughe marine e cetacei (come le focene, varie specie di delfini, balenottere, capodoglio e capodoglio pigmeo o cogia). Lungo la fascia costiera del Golfo del Messico, negli USA ci sono oltre 2 milioni di ettari di zone umide, con oltre 400 specie a rischio. Il Governatore della Louisiana ha dichiarato che la marea nera minaccia almeno 14 Aree Protette. Tra le specie in pericolo ci sono varie specie di rettili (tartarughe e alligatori), lontre, pellicano bruno (il simbolo della Louisiana) e decine di specie di uccelli migratori, canori e limicoli. E' difficile stimare in quanto tempo gli ecosistemi si riprenderanno: tra l'altro, l'evento &#232; purtroppo in corso e non abbiamo una stima precisa n&#233; dell'area colpita n&#233; dei quantitativi di petrolio sversato. Tuttavia, il caso della Exxon Valdez ci ricorda che dopo oltre vent'anni gli effetti sono ancora evidenti e le sostanze tossiche rilasciate con le 37.000 tonnellate di petrolio allora sversate sono ancora in circolazione. Se la Deepwater Horizon sta davvero rilasciando oltre 3.000 tonnellate di petrolio al giorno, gi&#224; adesso (6 maggio) lo sversamento potrebbe essere di circa 48.000 tonnellate. Particolare importanza ha anche il periodo della stagione in cui avviene lo sversamento: quello della Exxon Valdez avvenne durante la stagione di riproduzione delle aringhe del Pacifico e lo stock non si &#232; ancora ripreso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;6. Basta usare le migliori tecnologie per evitare questi disastri?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Falso! L'idea che incidenti come questo siano causati dall'incuria e dalla cupidigia delle lobby petrolifere non &#232; errata, ma affronta solo parte della realt&#224;. Questi incidenti, che sono pi&#249; frequenti di quanto non riferiscono i media (lo scorso gennaio, a Port Hartur (USA) c'&#232; stato un &quot;major oilspill&quot; di cui non abbiamo mai sentito parlare&#8230;) dipendono da &quot;fattori&quot; come uragani, errore umano, malfunzionamento delle tecnologie e altri imprevisti. Ce ne saranno sempre. Le statistiche poi ci dicono che, per quanto appariscenti, le maree nere sono un contributo minoritario all'inquinamento da petrolio in mare: i lavaggi delle cisterne e le fonti terrestri sono un problema ben maggiore anche se &quot;localmente&quot; meno acuto. Per eliminare questi pericoli, e per combattere il cambiamento climatico e l'acidificazione degli oceani (entrambi conseguenza dell'aumento atmosferico della CO2 causato dai combustibili fossili), l'unica soluzione &#232; smettere di cercare, trasportare e usare questi prodotti. Settori sempre pi&#249; ampi dell'industria si sono ormai appropriati degli scenari della &quot;Rivoluzione Energetica&quot;, descrivendo percorsi realistici che in un futuro prossimo ci permetteranno di lasciar perdere lo sporco petrolio (e fonti non meno pericolose come carbone e nucleare) passando alle energie rinnovabili (solare ed eolico) e all'efficienza energetica. Yes, We can.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/orizzonte-nero.pdf&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Scarica il documento &quot;Orizzonte nero&quot; di Greenpeace&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Basso vicentino: lo sfregio di Villaga!</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3614</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3614</guid>
		<dc:date>2010-05-05T11:19:49Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Ecomagazine</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique4">Inquinamento ambientale</category>

		<dc:subject>Vicenza</dc:subject>
		<dc:subject>Prima pagina</dc:subject>

		<description>Nella cittadina della provincia vicentina si progetta l'ampliamento di una cava attiva da 40 anni.
L'area di intervento interesserebbe un volume di 1.500.000 di metri cubi. I medici: &#171;Enormi rischi sanitari&#187;

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique4" rel="directory"&gt;Inquinamento ambientale&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot13" rel="tag"&gt;Vicenza&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot17" rel="tag"&gt;Prima pagina&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.verdiveneto.it/IMG/arton3614.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;323&quot; height=&quot;170&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;LO SFREGIO DI VILLAGA
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Villaga &#232; un piccolo borgo della bassa provincia vicentina. &#8220;Una zona di incomparabile bellezza ambientale&#8221; come recita il sito istituzionale del Comune. Un luogo ideale per costruire una cava da 17 ettari. anzi per ampliarla, perch&#232; qui sono gi&#224; presenti sia una cava di 2.7 ettari, sia un calcificio, entrambi di propriet&#224; della Villaga Calce spa. Escavazione, uso di esplosivi, frantumazione del materiale e infine cottura mediante utilizzo di carbone. &lt;br&gt;
Quella cava, ormai attiva da 40 anni, ha creato una profonda trincea e, nonostante le richieste di obbligo di ripristino, nulla fino ad ora &#232; stato iniziato. Nel 2007, intanto, la stessa ditta ha chiesto un ampliamento. L'area di intervento interesserebbe 17 ettari, per un volume di oltre 1.500.000 di metri cubi e si spingerebbe fino ad arrivare a 500 metri dal municipio del paese: meno di 2000 abitanti, con la prospettiva di vivere ai limiti di un cratere. &lt;br&gt;
E sono proprio i cittadini a ribellarsi, a chiedere spiegazioni e a organizzarsi prontamente in un comitato . Primo punto: chiedere all'amministrazione comunale chiarimenti sui rischi a cui la popolazione sarebbe esposta con questo nuovo progetto. Che, certamente, avrebbe un notevole impatto ambientale per ammissione degli stessi dirigenti della Villaga Calce che, al paragrafo &#8220;Possibili Impatti&#8221; contenuto nel Progetto presentato in regione, scrivono: &#171;l'ampliamento della cava comporter&#224; forti modificazioni sulla componente microclimatica e l'azzeramento pressoch&#233; totale delle componenti biotiche e merobiotiche (&#8230;). L'attivit&#224; estrattiva modifica il microclima del sito: l'irraggiamento solare non risulta pi&#249; intercettato dalla vegetazione, le piogge non si infiltrano nel terreno e non ricaricano la falda superficiale dato che risulta azzerata la capacit&#224; del suolo, che viene completamente asportato, di assorbire l'acqua e di concorrere ai biocicli naturali. La ventosit&#224; generalmente viene accresciuta (...) con conseguente aumento dell' evapotraspirazione, appassimento dei germogli delle gemme e delle foglie, disseccamento del suolo e sua pi&#249; probabile erosione &#187;.&lt;br&gt; Ma la questione pi&#249; grave &#232; costituita dai possibili effetti sulla salute. A dirlo, e a sottoscrivere le preoccupazioni degli abitanti, sono un gruppo di medici e ricercatori dell'Universit&#224; di Padova come la dottoressa Daniela Bruttomesso, specialista di Medicina interna, che ha scritto chiedendo chiarimenti anche alla regione Veneto; come il professor
Aldo Baritussio, docente di Fisiopatologia respiratoria che ha paventato il possibile danno da polveri sottili. E, ancora, come il professor Antonio Della Giusta, gi&#224; ordinario di Mineralogia, che ha espresso le sue preoccupazioni oltre che per il degrado ambientale anche per i
possibili danni per la salute pubblica. &lt;br&gt;
Perch&#233; l'attivit&#224; di cava provoca maggior diffusione nell'aria di polveri sottili (pm10 e pm 2.5),
tanto pi&#249; pericolose se prodotte a ridosso di un'area abitata; e perch&#233; l'attivit&#224; &#232; a cielo aperto, e gi&#224; oggi il carbone &#232; depositato senza
alcuna forma di contenimento. Inoltre, la sede della cava si trova in un'area ove affiorano vulcano clastiti ricche di silice, la cui dispersione nell'ambiente&#232; in grado di provocare effetti molto negativi sull'apparato respiratorio, con aumento del rischio di neoplasie, induzione diretta di quadri di pneumoconiosi e broncopneumopatia cronica ostruttiva e riduzione della difesa contro le infezioni. Tutti effetti ben documentati nella letteratura medica e tanto pi&#249; verosimili considerando che il permesso all' ampliamento della cava dovrebbe estendersi per 30 anni. &lt;br&gt;
Alla luce del problema, Della Giusta ha chiesto all'Arpav (l'agenzia regionale per l'ambiente), di verificare ed informare la popolazione sulla natura delle polveri prodotte e sul possibile inquinamento della falda. Ma, al momento, nessuno ha risposto. Gli scavi annunciati, se autorizzati, distruggeranno inoltre un'intera collina parte integrante dei Colli Berici, sito di interesse comunitario, eventualit&#224; che ha destato l'allarme di organizzazioni attente al territorio quali la sezione del basso e medio vicentino di Italia Nostra ed il Comitato protezione Colli Berici. Quegli stessi Colli per i quali si sono elaborati progetti di biodiversit&#224; e salvaguardia del territorio, con stanziamenti europei, regionali e provinciali.&lt;br&gt;
L'ampliamento si estender&#224; in una zona circondata da abitazioni e vigneti di produzione doc, e persino da un agriturismo appartenente a un'associazione di promozione del territorio istituita grazie all'autorizzazione della Provincia e del Patto territoriale. &lt;br&gt;
I cittadini hanno chiesto a tutti gli organi competenti di attivarsi per predisporre un'attenta valutazione sull'eventuale ampliamento della cava e di monitorare l'attuale attivit&#224; produttiva. Chiedono, ad esempio, quante sono le emissioni in atmosfera, se vi sia il rispetto delle norme sul corretto stoccaggio e utilizzo del carbone. Chiedono a gran voce un'indagine epidemiologica sui lavoratori impiegati in questi processi produttivi e sulla popolazione esposta da decenni. In pi&#249;, vorrebbero sapere come mai il sindaco abbia curiosamente cambiato posizione in merito al progetto di ampliamento. Lui, Eugenio Gonzato, due anni fa quand'era all'opposizione dichiarava testualmente in Consiglio comunale: &#171;&#232; un fatto molto grave perch&#232; non &#232; pensabile barattare la nostra salute, il nostro territorio e il nostro futuro in cambio di denaro. A nome del mio gruppo politico esprimo parere contrario sull'ampliamento della cava che &#232; proprio all'inizio del paese e che per questo andrebbe a distruggerne la storia. L'ampliamento della cava renderebbe vani i nostri sforzi per costruirci un'abitazione in una zona tranquilla e per conservare intatto il nostro territorio&#8221;. &lt;br&gt;
Oggi, divenuto sindaco, Gonzato, ex dirigente della Serenissima, la societ&#224; autostrade Brescia-Padova, gi&#224; in giudizio per abuso d'ufficio, sostiene la necessit&#224; dell'ampliamento.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;di Floriana Bulfon&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.terranews.it&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;TERRA&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Terranews: inserto Nordest del 4 maggio 2010</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3613</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3613</guid>
		<dc:date>2010-05-04T14:56:24Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Ecomagazine</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique12">Europa, Verdi e movimenti</category>

		<dc:subject>Reportage</dc:subject>

		<description>Tra gli articoli:&lt;br&gt;
Biodiversit&#224; in Veneto&lt;br&gt;
Il Trentino va alle urne&lt;br&gt;
I danni della Provincia di Treviso&lt;br&gt;
Lega. Il recordman degli incarichi&lt;br&gt;
Jesolo, la Lega e il cemento

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique12" rel="directory"&gt;Europa, Verdi e movimenti&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot24" rel="tag"&gt;Reportage&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.verdiveneto.it/IMG/arton3613.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;272&quot; height=&quot;90&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Venezia Serenissima e la sua modernit&#224;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
di Riccardo Bottazzo&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Intervista a Tommaso Cacciari, esponente No Mose vincitore del
premio dell'associazione Gabriele Bortolozzo. Irritata la presidente
della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Alla presidente della Provincia di Venezia,
la leghista Francesca Zaccariotto,
non &#232; andato gi&#249; che a vincere
il prestigioso premio messo in palio
dall'associazione Gabriele Bortolozzo, sia
stato un noto esponente dei No Mose come
Tommaso Cacciari. Ancor meno digeribile,
il fatto che detto premio sia stato
consegnato all'interno di uno spazio gestito
dalla stessa Provincia come il complesso
situato nell'isola di San Servolo. E non
deve averle fatto neppure piacere che, dopo
la consegna del premio, l'associazione
abbia organizzato un giro in barca per far
vedere ad un centinaio di attoniti spettatori
un campionario dei disastri ambientali
che si stanno confezionando in quella
che un tempo era la laguna dei dogi. Disastri
cui la Provincia mette generosamente
del suo. Tutto ci&#242;, dicevamo, non ha fatto
piacere alla Zaccariotto. Tanto &#232; vero che
ha promesso un bel giro di vite sul consiglio
di amministrazione in scadenza di
San Servolo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Tommaso, hai fatto arrabbiare la Zaccariotto?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
E chi se ne frega?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Chiusa la polemica. Nella tesi che ti
ha fruttato la laurea in storia e il premio
Bortolozzo, tracci una storia ambientale
di Venezia, dalla sua fondazione
ad oggi. In particolare, evidenzi
la modernit&#224; della Venezia Serenissima
in rapporto all'arretratezza politica
di oggi.&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
La modernit&#224; della Venezia dei dogi consisteva
in quell'intreccio straordinario tra
costruito, ambiente e cultura, su cui poggiava
non solo la sopravvivenza ma la stessa
ricchezza e prosperit&#224; della citt&#224;. Se un
pescatore che catturava un pesce troppo
piccolo finiva ai remi per cinque anni,
non era per una questione
di animalismo spicciolo,
ma per preservare l'equilibro
indispensabile per difendere
una risorsa comune
come il pescato. E i pescatori
stessi erano i primi
ad applicare questa regola
perch&#233; si consideravano i
primi sorveglianti della laguna.
Venezia era una citt&#224;
ben consapevole di vivere
dentro un meccanismo
globale. La laguna era considerata
come un complesso organismo vivente che non poteva essere
in nessun modo separato dalla citt&#224; e
dai suoi abitanti. Contrariamente a quanto
credono in molti, nella laguna di Venezia
non c'&#232; niente di naturale. E' un luogo
dove il mare e i fiumi, l'acque dolce e
l'acqua salata, si sono sfidati a braccio di
ferro raggiungendo un equilibrio che non
poteva durare nel tempo. La Serenissima
questo lo aveva compreso e per centinaia
di anni ha lavorato per mantenerlo e garantire
la sopravvivenza di Venezia. Sono
stati fatti continui ed innumerevoli lavori
ma senza mai perdere di vista la complessit&#224;
e il risultato d'insieme che era quello
di mantenere viva la laguna, consapevoli
che ogni intervento si sarebbe ripercosso
secondo mille interazioni su tutto l'insieme.
Circolazione delle acque, salubrit&#224;
dell'aria, navigabilit&#224; erano i beni comuni
a cui tutti dovevano non solo obbedienza,
ma cooperazione consapevole. Quello
che contava era l'equilibrio dell'ambiente
circostante. Ma un equilibrio produttivo
che donava ricchezza e prosperit&#224;.
L'opposto del concetto fascista di parco
naturale in cui dentro non si deve toccare
nulla. E fuori per&#242;, si poteva cementare
tutto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Questo equilibrio viene spezzato
nell'ottocento, con la perdita dell'indipendenza?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Le decisioni non erano pi&#249; prese in loco
ma prima a Vienna e poi a Roma. Sono
anche gli anni dell'industralizzazione, che
a Venezia ha portato pi&#249; guai che altro.
E' il secolo del ferro e del carbone
e la laguna
viene vista come
un fastidioso
contrattempo.
Se avessero
potuto, l'avrebbero
interrata
tutta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Che &#232; quanto cercano di fare adesso,
giusto?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Gi&#224;. Il trend non &#232; cambiato dall'ottocento
ad oggi. Anzi, possiamo registrare una
forte e preoccupante accelerazione proprio
in questi ultimi anni in cui i cambiamenti
climatici e le continue crisi economiche
dovrebbe al contrario far riflettere
sugli errori del cosiddetto sviluppo industriale.
Da organismo vivente, complesso
ma anche delicato, che dona la vita all'intera
citt&#224;, oggi la laguna viene considerata
da una politica slegata sia dai saperi locali
che dalla comunit&#224; scientifica, una
sorta di catino pieno d'acqua che si pu&#242;
regolare con una valvola. Il Mose &#232; forse
l'esempio pi&#249; eclatante, ma potremmo
ricordare le barene sintetiche, gli interramenti,
le valli da pesca con le rive in
cemento, la statale romea, l'aeroporto, il
Tronchetto, le casse di colmata, tutta la
zona industriale, gli inceneritori come
Sg31 e mi fermo qua. Manca solo la centrale
nucleare, per adesso.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Venezia non ha mura. Vive nell'ambiente
che la circonda e dell'ambiente
che la circonda. Qui la parola &#8220;globale&#8221;
ha un significato pi&#249; chiaro che in
qualsiasi altra grande citt&#224; del mondo.&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Lo ha spiegato bene Gianfranco Bettin che
in suo libro quando sottolinea le ripercussioni
che si sono registrate a Venezia a causa
eventi di caratura mondiale apparentemente
lontani. Faccio un esempio: la perestrojka.
Gorbaciov pensiona il comunismo
e Venezia va in tilt per l'invasione dei turisti
dell'est. Ma potrei ricordare anche
il bombardamento dell'iraq. Baghdad
&#232; sotto le bombe e il carnevale
va in crisi. Fatti distanti nello spazio
e in apparenza slegati con la
nostra realt&#224;, causano invece gravi
problemi in una citt&#224; globale come
la nostra. Per non parlare dei
cambiamenti climatici. Se il livello
del mare dovesse salire, cosa credi
che ne sarebbe di Venezia? E
perch&#233; pensi che dal Sale
siamo partiti in 25
per Copenhagen e ci
siamo fatti arrestare tutti?&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		
		<enclosure url="http://www.verdiveneto.it/IMG/pdf/0405_TERRA_web.pdf" length="1661548" type="application/pdf" />
		

	</item>



	<item>
		<title>Oaxaca: Centro Las Casas: &quot;L'aggressione &#232; responsabilit&#224; del governo&quot;</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3612</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3612</guid>
		<dc:date>2010-05-04T14:42:52Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Ecomagazine</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique16">Dal mondo</category>

		<dc:subject>Notizie di interesse</dc:subject>

		<description>Oaxaca - L'aggressione &#232; responsabilit&#224; del governo: Centro Las Casas&lt;br&gt;
Articolo di Hermann Bellinghausen

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique16" rel="directory"&gt;Dal mondo&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot18" rel="tag"&gt;Notizie di interesse&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'aggressione &#232; responsabilit&#224; del governo: Centro Las Casas&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;di Hermann Bellinghausen&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Articolo tratto dal quotidiano La Jornada del 29 aprile 2010&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il Centro dei diritti umani Fray Bartolom&#232; de las Casas ( CDHFBC ) ha dichiarato che l'imboscata subita questo marted&#236; dalla carovana d'appoggio e solidariet&#224; con il municipio autonomo di San Juan Copala in Oaxaca, nella quale hanno perso la vita due aderenti all' Altra Campagna dell'esercito zapatista di liberazione nazionale ( EZLN ), &#232; responsabilit&#224; dello Stato messicano per non aver dato, pur essendo obbligato a prevenire e a proteggere il diritto alla vita, la giusta protezione, per non aver creato le condizioni per sradicare le aggressioni da parte di agenti statali e in particolare contro i difensori dei diritti umani. Il Centro Las Casas esige un'investigazione esaustiva, efficace ed imparziale, che condanni sia le autorit&#224; responsabili delle azioni o omissioni in questi fatti che gli esecutori materiali dell'attentato, identificati come membri del gruppo priista della corte paramilitare Uni&#243;n de Bienestar Social para la Regi&#243;n Triqui ( Ubisort ). Prima dell'imboscata, che &#232; l'attacco paramilitare pi&#249; grande dopo il massacro di Acteal nel 1997, il dirigente dell' Ubisort, Rufino Ju&#225;rez, aveva annunciato in conferenza stampa e ad una radio locale che nessuna autorit&#224; avrebbe potuto evitare l'attacco al transito della carovana. In effetti nessuna autorit&#224; l'ha fatto. Questo mercoled&#236;, senza dubbio, Ubisort ha negato le sue responsabilit&#224;, affermando che si &#232; trattato di un attentato da parte dello stesso municipio autonomo, i quali membri hanno cercato il modo di essere martiri per attirare l'attenzione della societ&#224;. Argomento simile &#232; stato usato dalle autorit&#224; di Oaxaca tre anni fa per distogliere l'attenzione dall'assassinio del giornalista americano Brad Will.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il CDHFBC segnala che, secondo la Corte Interamericana dei Diritti Umani ( CIDH ), il rispetto dei diritti umani in uno stato democratico dipende in gran parte dalle garanzie di cui godono i difensori per dimostrare le loro attivit&#224;, e che &#232; conveniente prestare molta attenzione alle azioni che limitano o ostacolano il loro lavoro. A sua volta, Enlace Zapatista, il portale elettronico che diffonde le informazioni del movimento EZLN del Chiapas e dell'Altra Campagna, ha identificato i due attivisti deceduti come aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona. Si tratta di Beatriz Alberta Carino Trujillo, del centro d'appoggio Comunitario Lavorando Uniti ( Cactus), e Tyri Antero Jaakkola, originario della Finlandia, aderente alla Sesta Dichiarazione e collaboratore da tre mesi del collettivo, anch'esso dell'Altra Campagna, Voces Oaxaquenas Costruyendo Autonom&#237;a y Libertad ( VOCAL ). Il CDHFBC afferma che la carovana si dirigeva a San Juan Copala per dare aiuto ai maestri che non sapevano come fare lezione, per portare alimenti alla popolazione, accerchiata dal gruppo paramilitare Ubisort, e per documentare le violazioni dei diritti umani che subiscono le comunit&#224;. E' compito del governo messicano garantire i mezzi per proteggere la vita, l'integrit&#224; e la sicurezza degli appartenenti alla carovana, &#232; compito del governo messicano prendersi cura dei feriti e degli scomparsi dopo l'attacco, &#232; compito del governo porre fine all'accerchiamento armato che vive il municipio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;pubblicata da &lt;a href=&quot;http://www.yabasta.it&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;www.yabasta.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Roma. 8 Maggio 2010 Seminario: Un confronto di idee verso la Costituente Ecologista!</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3611</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3611</guid>
		<dc:date>2010-05-04T14:28:23Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Ecomagazine</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique12">Europa, Verdi e movimenti</category>

		<dc:subject>Costituente Ecologista</dc:subject>

		<description>UN CONFRONTO DI IDEE
VERSO LA COSTITUENTE ECOLOGISTA

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique12" rel="directory"&gt;Europa, Verdi e movimenti&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot26" rel="tag"&gt;Costituente Ecologista&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;SEMINARIO 8 MAGGIO 2010 - PER UN CONFRONTO DI IDEE&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;UN CONFRONTO DI IDEE
VERSO LA COSTITUENTE ECOLOGISTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Esiste in Italia uno spazio per l'ecologismo politico?&lt;br&gt;
Se si, con quali modalit&#224; costruire una nuova formazione ecologista?&lt;br&gt;
Su queste domande si discuter&#224; in un &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;seminario l'8 maggio&lt;/strong&gt; 2010 a Roma, Centro Congressi Cavour, 50/A - dalle ore 10.30 alle ore 15.30&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;info: &lt;a href=&quot;mailto:federazione-nazionale@verdi.it&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;federazione-nazionale@verdi.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.verdi.it&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;www.verdi.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>



	<item>
		<title>Venezia. 11 maggio incontro &quot;Welcome. Indietro non si torna&quot;</title>
		<link>http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3610</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.verdiveneto.it/spip.php?article3610</guid>
		<dc:date>2010-05-04T14:15:14Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Ecomagazine</dc:creator>

<category domain="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique23">Antirazzismo, diritti di cittadinanza</category>

		<dc:subject>Venezia</dc:subject>
		<dc:subject>Appuntamenti</dc:subject>

		<description>Marted&#236; 11 maggio 2010&lt;br&gt;
Venezia, Auditorium C&#224; Foscari, Campo Santa Margherita

-
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?rubrique23" rel="directory"&gt;Antirazzismo, diritti di cittadinanza&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot12" rel="tag"&gt;Venezia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.verdiveneto.it/spip.php?mot21" rel="tag"&gt;Appuntamenti&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La rete di associazioni veneziane Tuttiidirittiumanipertutti presenta&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Welcome. Indietro non si torna.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Marted&#236; 11 maggio 2010&lt;br&gt;
Venezia, Auditorium C&#224; Foscari, Campo Santa Margherita&lt;br&gt;
ore 17:30 Dibattito pubblico:&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Rispettare il diritto d'asilo tra la Grecia e l'Italia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Proiezione del video Indietro non si torna (Venezia, Patrasso Igoumenitsa, Aprile 2010)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Intervengono:
Mariani Papanikolaou. Ass. Kinisi, Patrasso, Gr.&lt;br&gt;
Haris Kostoulas, Solidaritu Group, Igoumenitsa, Gr.&lt;br&gt;
Valentina Giuliodori, Ambasciata dei diritti, Ancona&lt;br&gt;
Marco Paggi, Avvocato, Asgi&lt;br&gt;
Sandro Simionato, Vice Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali e al Bilancio, Comune di Venezia&lt;br&gt;
Nandino Capovilla, Referente della Diocesi di Venezia per il porto&lt;br&gt;
Gianfranco Bettin, Assessore alle politiche giovanili e pace, Comune di Venezia&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Coordina:&lt;br&gt;
Alessandra Sciurba, Rete Tuttiidirittiumanipe-rtutti&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con la collaborazione del &lt;a href=&quot;http://www.meltingpot.org/articolo15510.html&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Progetto MeltingPot Europa&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;a seguire Spritz-hour e buffet equo-solidale&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;ore 21:00 &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Spettacolo teatrale&lt;/strong&gt;:&lt;br&gt;
La compagnia teatrale ITINERARIA presenta: Una sola razza: la razza umana (con Gilberto Colla e Fabrizio de Giovanni; regia di Loriana della Rocca)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ingresso libero&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per informazioni: tel 0412747645&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;mailto:entropace@comune.venezia.it&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;centropace@comune.venezia.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>





</channel>

</rss>
