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Battaglia Terme. Sul campeggio termale di Lispida

27 aprile

Comunicato del "COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DEL PARCO DEI COLLI EUGANEI"

COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DEL PARCO DEI COLLI EUGANEI

ITALIA NOSTRA Padova e Este - W W F Padova, Este e Terme E. - LEGAMBIENTE Este, Padova - LA VESPA Battaglia Terme - COMITATO DIFESA COLLI EUGANEI Padova - L.I.P.U. Padova - COMITATO LASCIATECI RESPIRARE Monselice COMITATO LA COLOMBARA Bastia - GRUPPO SPELEOLOGICO C.A.I. Padova - AMICI DELLA BICICLETTA Padova. S.LUCIA DEL RUSTA - Cinto Euganeo
v. Buozzi, 4 35041 Battaglia Terme, tel/fax 049691872- 049526688 Battaglia T., 22.4.2010

SUL CAMPEGGIO TERMALE DI LISPIDA
COMUNICATO

Le norme del Piano Ambientale che disciplinano la previsione di un campeggio naturalistico in località Lispida sono di una chiarezza inequivocabile. Tutti le possono capire perfettamente. Esse prevedono, al comma 6, punto f dell’art. 28, la installazione di soli attendamenti, con esclusione di autotrainati e di caravan e con una dotazione di nuove strutture di servizio fisse di superficie inferiore a 150 mq . Tali installazioni, precisa ancora la norma, sono consentite [ ] purchè non richiedano nuove infrastrutture di accesso, modificazioni dell’assetto dei suoli o tagli del bosco .

La speciale protezione prevista per quest’area non è certo casuale. L’area è infatti classificata in parte come intorno di emergenza architettonica (si estende tra villa Italia, villa Emo e villa Selvatico) e per il resto come paesaggio agrario di specifico interesse . E’ caratterizzata inoltre dalla presenza di uno dei più singolari fenomeni naturalistici dell’area euganea: il laghetto detto appunto di Lispida.

Con la delibera n. 54 del 2 marzo scorso la Giunta comunale di Monselice ha proposto di integrare l’art. 34 del proprio PRG con una norma che risulta in assoluto contrasto con le norme appena riportate. Ha precisamente proposto di rendere possibili nell’area di Lispida tutti quegli insediamenti che sono previsti dall’art. 28, c. 3, della L.R. 33/’02 che regola i campeggi a livello regionale, e cioè oltre a tende, roulotte o caravan, mobilhome o maxicaravan, autocaravan o camper anche unità abitative fisse, per la sosta ed il soggiorno di turisti sprovvisti di propri mezzi mobili di pernottamento .

Sembra quasi, a leggere le premesse della delibera, che si tratti semplicemente di adeguare il Piano Ambientale alla corretta interpretazione di campeggio secondo le norme regionali in vigore, come se questo aspetto non fosse stato presente agli estensori del Piano stesso. Ipotesi in realtà del tutto insostenibile perchè proprio nello stesso art. 28 oltre ai campeggi naturalistici sono previsti anche i campeggi, chiamiamoli così, normali con regole decisamente meno rigide. La scelta fatta per Lispida è quindi specifica e assolutamente motivata. E non depone certo a favore di tecnici e amministratori cercar di confondere così maldestramente la situazione.

Ma al di là di queste considerazioni sul rispetto delle regole, ci preoccupa molto la sostanza del progetto che sta dietro questa iniziativa del Comune. La delibera è fatta su misura della richiesta avanzata dalla proprietà dell’area. E tale richiesta risulta davvero spropositata rispetto alle caratteristiche dei luoghi. La proprietà chiede infatti di realizzare un campeggio termale con ben 400 piazzole corrispondenti ad una capacità ricettiva di 1.200 ospiti giornalieri e a 100.000 pernottamenti annui. Sono cifre da campeggio da spiaggia, non da delicata area di un parco naturale. I 4 grandi alberghi della vicina zona termale di Civrana, per fare un confronto, hanno complessivamente poco più di 600 posti letto, metà del campeggio!

Ci auguriamo che il Parco a differenza di quanto ha purtroppo fatto altre volte nel recente passato questa volta difenda seriamente il PA e non avvalli quindi questa disinvolta operazione di aggiramento.

Ma ci auguriamo anche un ripensamento da parte della proprietà dell’area in questione, proprietà alla quale riconosciamo attenzione e sensibilità nella gestione del complesso di villa Italia, con le sue attività agricole e turistiche. Perchè non ridimensionare le pretese presentando un intervento adeguato alle indicazioni del PA? Non potrebbe questa scelta, essere alla lunga gratificante anche sul piano economico, oltre che su quello civile e culturale?

p. le Associazioni:
Gianni Sandon, Comitato Difesa Colli
Francesco Miazzi , Comitato Lasciateci Respirare
Renzo Fontana, Italia Nostra PD
Flores Baccini, Legambiente Este

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