
Centrale Enel di Porto Tolle: nuova inchiesta della magistratura
29 gennaio
Centrale Enel di Porto Tolle: nuova inchiesta della magistratura!
In particolare le indagini si stanno concentrando sul nesso causale delle emissioni in atmosfera della centrale e la presenza, in percentuali superiori alla media, di malattie respiratorie, soprattutto nei bambini. Tra gli indagati responsabili Enel di oggi e di ieri e fra questi anche il progettista della nuova centrale a carbone in costruzione dopo il via libera del governo e della regione alla riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.
La recente sentenza di Adria che ha condannato i vertici Enel ha dimostrato come questa centrale abbia provocato un profondo inquinamento del territorio che, oggi, con la scellerata scelta di riconvertire la centrale a carbone, rischia di continuare e di peggiorare le condizioni sanitarie della popolazione a ridosso dell’impianto.
L’inchiesta in corso può dimostrare quanto pericolosa sia stata e quanto abbia inciso sulla salute la presenza di questo impianto, che ha operato per decenni in deroga alle norme ambientali comunitarie. E la possibile localizzazione, proprio nel delta del Po, di una centrale nucleare, alla luce di quanto si è appreso da ricerche europee sull’incidenza di leucemie infantili nella popolazione a ridosso delle centrali nucleari (in un raggio di 50 km), non può che preoccupare ulteriormente le popolazioni del delta rodigino. Un accumulo di fonti di inquinamento e di livelli di emissioni e di ricadute al suolo di inquinanti che non può che produrre maggiori rischi per la salute ed anche, non secondariamente, un progressivo peggioramento dell’ambiente e del valore che questo rappresenta, sia come ecosistema, sia come risorsa economica.
Verdi del Veneto per la costituente ecologista
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