I Media contro l’ambiente
29 gennaio
Sta diventando inaccettabile il silenzio stampa che i media radiotelevisivi operano nei confronti dei Verdi.
Da troppo tempo assistiamo a una gestione dell’informazione che tende a espellere i temi dell’ecologia, della tutela ambientale, dell’inquinamento e della salute dei cittadini dai contenitori di approfondimento.
I palinsesti televisivi hanno praticamente cancellato i Verdi e le tematiche ambientali. L’Italia è diventata l’unico Paese in Europa e nel mondo dove discutere d’ambiente, di green economy, di cambiamenti climatici e delle misure di adattamento ha la stessa importanza degli sport minori.
L’ecologia è un tema da relegare a una nicchia di cittadini che devono autonomamente informarsi, cercando notizie prevalentemente in Rete.
Nelle nostre tv si parla di dissesto idrogeologico solo quando bisogna affrontare i danni di una catastrofe, come le numerose alluvioni e frane che abbiamo dovuto fronteggiare negli ultimi anni. Disastri che un’adeguata informazione avrebbe potuto contribuire a prevenire.
Si sottovaluta totalmente il problema smog, inconsapevoli che ogni anno, solo l’inquinamento nelle nostre città causa 7.400 vittime. Si tratta di una vera e propria "omissione d’informazione". In questi mesi stiamo assistendo all’omicidio politico dei Verdi, probabilmente "responsabili" di non sapere fare gossip, ancora troppo legati a una visione della politica come servizio ai cittadini piuttosto che ai giochi di potere.
Soltanto poco più di un mese fa si è concluso il summit di Copenaghen, l’ultimo vertice dell’Onu sul clima, che, possiamo affermare senza remore, è stato totalmente snobbato dai programmi di approfondimento televisivo più seguiti.
L’informazione italiana si dimostra di una miopia disarmante sull’ambiente. L’economia verde, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica che in tutto il mondo vengono considerate come una via d’uscita dalla crisi economica globale e come una forte risposta alla disoccupazione dilagante, vengono dipinte dai nostri media come un freno allo sviluppo.
I cittadini hanno il diritto di sapere che un nuovo futuro è possibile. Un futuro in cui la salute e l’ambiente non debbano essere sacrificate. Ecco perché abbiamo deciso di avviare una forma di protesta estrema.
Prima ancora che una questione politica si tratta di una questione democratica, perché i cittadini hanno il diritto di essere informati su questioni fondamentali per il loro avvenire e per il futuro delle giovani generazioni.
Angelo Bonelli
