Wwf dopo il blitz in Senato: «Gli italiani sono contrari alla caccia»
28 gennaio
Wwf: «Gli italiani sono contrari»
Solo un italiano su dieci è favorevole alla caccia. Il maschio adulto italiano è fortemente contrario a imbracciare la doppietta, alle donne e ai giovani sparare agli animali pare un’inutile crudeltà. Un sondaggio commissionato a IPSOS dal WWF e altre associazioni a febbraio 2009 parlava chiaro: il 69 per cento degli interpellati è «fortemente contrario» alla caccia, il 10 per cento «favorevole», «neutrale» il 21 per cento.
«Del resto, nel paese i cacciatori rappresentano uno sparuto gruppo e il loro numero si è più che dimezzato dagli anni ‘70 passando da 1.800.000 a meno di 800.000. Sparuto ma ormai dotato di armi hi-tech come fucili semiautomatici, puntatori laser, ricetrasmittenti, mimetiche e in qualche caso, come denunciato dalle guardie venatorie del WWF, anche kalashnikov».
«Solo qualche giorno fa – ricorda il WWF – le Nazioni Unite hanno inaugurato l’anno internazionale della biodiversità e i prossimi mesi dovrebbero anche in Italia essere dedicati alla salvaguardia della natura, bene preziosissimo che perdiamo a un ritmo impressionante – dichiara Gaetano Benedetto condirettore del WWF Italia – Il voto del Senato è nel segno opposto. Alza la palla per le elezioni regionali poiché consente credibilmente di fare promesse di estensione dei calendari venatori. Questo ovviamente senza tener conto della probabile risposta dell’Ue che, come già avvenuto in passato più volte, potrà aprire procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese. Paese cui, come più volte abbiamo dimostrato, della caccia non importa granché».
«E’ sufficiente un giro in rete – conclude l’associazione – per capire quanto ampio e ormai totalmente bipartisan sia il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme, moltiplicazione di appelli sui social network. Da ieri il blog aperto dal WWF sul proprio sito riceve centinaia di commenti in cui a gran voce si chiede di fermare una legge insensata che estenderebbe la stagione venatoria a dismisura e che gli italiani non vogliono».
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