
Padova, Portello. Dal presidio permanente al "presidio penelope"
30 giugno 2008
Padova. Dal presidio permanente al "presidio penelope". E’ quanto annunciano i residenti del quadrato dopo la due giorni di mobilitazioni contro l’inizio dei lavori che erano stati annunciati per questo inizio settimana.
Una segnaletica capillare, prontamente tolta, annunciava infatti per lunedì 30 giugno e martedì 1 luglio l’entrata degli operai per i lavori di recinzione del giardino per il progetto da sempre contestato di un parcheggio sotterraneo con tanto di serra microclimatica.
Iniziato all’alba di lunedì 30 giugno, il presidio permanente all’interno del quadrato ha visto una settantina di persone, tra residenti, attivisti dei comitati del patto di mutuo soccorso e dei centri sociali, raggiungere alle 6.00 di lunedì mattina il quartiere Portello per impedire l’accesso agli operai che vorrebbero recintare il giardino, il cuore verde del quadrato, tagliarne i venticinque alberi e privare i residenti di questo bene che stanno difendendo da molti anni in nome di un discutibile "contratto di quartiere".
Sul progetto incombe, tra l’altro anche la risposta del Tar cui si sono rivolti i residenti per denunciare illegittimità e irregolarità dei lavori che si vorrebbero iniziare.
I residenti continuano la lotta impegnandosi nella costruzione del presidio penelope. "Tutto quello che eventualemnte verrà posizionato dagli operai durante il giorno non è detto che rimarrà in loco durante la notte...".
In queste mattinate di assemblea permanente, cui si sono uniti i comitati del Patto di mutuo soccorso del padovano, i residenti hanno sottolineato anche la gravità dello stato di abbandono dei 32 appartamenti murati dall’amministrazione oltre sei mesi fa, su cui non si è proceduto ad alcun intervento.
"Gli operai non si sono presentati questa mattina, ma qui al Quadrato si è costituito un vero e proprio presidio contro l’avvio dei lavori", sottolinea Lorenzo Parinello durante il presidio di lunedì 30 giugno.
Storia di una finta democrazia partecipata
Nell’aprile 2004 scade il termine del bando indetto dal ministero delle infrastrutture per il finanziamento dei contratti di quartiere, programmi di recupero urbano che riguardano, in particolar modo, l’edilizia residenziale pubblica. Il comune di Padova concorre con due progetti, uno dei quali riguarda il Portello.
Nell’autunno del 2005 viene approvato il finanziamento. Il progetto prevede, tra le altre cose, interventi di recupero dell’edilizia pubblica, di proprietà dell’Ater e del comune, secondo criteri di risparmio energetico. Il costo dell’intero progetto è di 30 milioni di euro. Il progetto prevede la costruzione di un autosilos e di una serra bioclimatica che, se realizzate, cambierebbe il volto dell’attuale cortile.
Un’opera inutile, costosa e dannosa: gli scavi, infatti, danneggerebbero gli edifici data la presenza di acqua nel sottosuolo. Argomentazioni che i residenti hanno presentato al TAR che si pronuncerà di qui a breve proprio sulla legittimità di questi lavori.
Il sindaco Zanonato, che in campagna elettorale dichiarò la sua disponibilità a cambiare il progetto, oggi lo dichiara immodificabile, pena la perdita del finanziamento ministeriale.
La costruzione dell’autosilos è solo un tassello di un progetto partecipato, il "contratto di quartiere", di riqualificazione del quartiere. I contratti di quartiere prevedono, per legge, la partecipazione degli abitanti nella definizione del progetto.
Come mai un progetto di "riqualificazione partecipata" ha richiesto l’intervento della polizia per essere attuato?
Il 9 gennaio 2007 ci sono state forti tensioni in occasione dell’avvio delle operazioni di carotaggio necessarie a verificare la compatibilità idrogelogica della costruzione del parcheggio sotterraneo.

