Federazione dei Verdi del Veneto
Gruppo Consiliare Regionale Verdi
Palazzo Ferro-Fini - S.Marco 2322 - 30124 Venezia
tel 041-5256324 | 041-5256340 | Fax 041-2701445

A VOLTE RITORNANO?

18 novembre 2004

Villaggio turistico a Tenuta Forti, cosa succede? Interrogazione del consigliere regionale di Verdi Gianfranco bettin

Strana comunicazione quella che il Dirigente responsabile dell’Area Politiche dell’Ambiente della Provincia ha inviato al Comune di Porto Tolle il 18 ottobre scorso. Si tratta dell’invio di copia della comunicazione inoltrata dalla ditta Incremento Sviluppo Agricolo I.S.A. SpA per il rinnovo dell’iscrizione all’Albo provinciale delle attività di recupero previsto dall’art.31 del D.lgs 22/97 (rifiuti sottoposti a procedura), sulla quale si chiede al Comune di Porto Tolle proprie osservazioni. In pratica si tratta del progetto "Villaggio turistico" a Tenuta Forti nel delta del Po bloccato nel 2001 dal parere negativo della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Verona in quanto incompatibile con la salvaguardia dell’area sottoposta a vincoli di tutela. Parere che ha trovato ulteriore conferma nella sentenza del Consiglio di Stato n. 2413 del 7 maggio 2003 nella quale si dichiara che "la realizzazione delle opere preliminari e di urbanizzazione primaria del centro vacanze di rilevanti dimensioni e impatto, deturperebbe irrimediabilmente una zona del Delta del Po di notevole valenza paesaggistica stravolgendone i caratteri rurali ed i connotati ambientali tradizionali, attraverso alterazioni morfologiche irreversibili". La risposta del Comune di Porto Tolle non poteva che ribadire come tutta la pratica rimanga condizionata al parere della Soprintendenza già espressasi chiaramente in merito.

Allora perché questa nuova richiesta? Perché la ditta I.S.A. si è rifatta viva ripresentando il progetto rinnovato ma sostanzialmente identico e la Provincia ha riavviato la procedura quanto meno per l’iscrizione all’albo. Ancora una volta si riaprono le porte per questa burla del centro vacanze che altro non è che una enorme discarica (2 milioni di tonnellate di rifiuti riutilizzabili composti da scorie di acciaieria, fanghi di perforazione e trivellazione, calci di defecazione, conglomerato bituminoso per costruire un terrazzamento, come denunciavamo ancora nel 2001 in una interrogazione regionale) nel cuore del delta che ci fa oggi sospettare possa avere qualche nesso con la ricerca logistica di un deposito per le scorie che l’ambientalizzazione della centrale Enel produrrebbe, sia avvenga a orimulsion o a carbone, di cui si fa cenno nei progetti presentati. Quando si dichiara come fa la Giunta provinciale un interesse forte per la tutela del delta e per un suo sviluppo sostenibile in grado di valorizzarne le caratteristiche naturalistiche e armonizzarne le attività produttive compatibili, si deve anche avere la fermezza di dire no a progetti di questo tipo? Serviva alla Provincia il parere di Porto Tolle per ribadire a I.S.A. che le condizioni di rifiuto all’avvio del progetto rimangono le stesse di alcuni anni fa? E’ poi stato detto questo dalla Provincia alla ditta I.S.A. una volta ricevuta comunicazione da Porto Tolle? Chiediamo chiarimenti! Dobbiamo forse, prafrasando un famoso politico di lungo corso, pensare male perchè non si sbaglia mai o si è trattato semplicemente di un atto dovuto che ha permesso di mettere finalmente la parola finale su questo scempio?. Presidente e Assessore provinciale dicano pubblicamente che pensano del progetto "Tenuta Forti". Per noi si tratta di progetto incompatibile con la salvaguardia e lo sviluppo del delta del Po.

Gianfranco Bettin - consigliere regionale Verdi
Paolo De Marchi - gruppo consiliare regionale Verdi
Donatella Barion - portavoce provinciale Verdi

17 novembre 2004

Allegati
Gianfranco Bettin
Venezia. La vittoria è la cornice ideale
L’articolo di Gianfranco Bettin pubblicato da Il manifesto: "Dall’onda che (...)
Appello al voto di Gianfranco Bettin!
Bettin: "Alle prossime elezioni regionali ci presentiamo con una lista (...)