Appostamenti fissi di caccia abusivi nel Delta: risposte insufficienti dalla Provincia
11 novembre 2004
Gli appostamenti fissi di caccia nel delta del Po non possono considerarsi strutture amovibili bensì strutture fisse. Si tratta quindi di strutture abusive perché prive delle necessarie concessioni ed autorizzazioni. Se così non fosse dovrebbero essere rimosse ogni volta che la stagione venatoria termina. In entrambi i casi la Provincia è in fallo. Lo è se si tratta di strutture abusive, allo stesso modo se si tratta di strutture amovibili in quanto non ha disposto la loro rimozione. Ci sembrano, quindi, fuori luogo e offensive le argomentazioni dell’assessore Spinello che nel Gazzettino del 7 novembre scorso chiede polemicamente ai responsabili locali del WWF e Italia Nostra perché si sono accorti solo ora della loro esistenza, accusandoli inoltre di non essersi costituiti parte civile nel processo contro le estrazioni di metano in Adriatico e quindi di interessarsi solo di cosucce risibili. A parte la falsità di quest’ultima osservazione che saranno le stesse associazioni ambientaliste a smentire, vorremmo che l’assessore rispondesse nel merito e non parlasse d’altro. Con una premessa: in materia ambientale non ci sono argomenti di serie A o B. Ci dica l’Assessore quando si è accorto il suo ufficio di questa situazione visto che si tratta di strutture di sua competenza. Forse solo nel giugno scorso, visto che la richiesta di nulla osta paesaggistico ai Comuni e alla Soprintendenza è di quel periodo? Dopo la risposta della Soprintendenza che esorta l’amministrazione provinciale ad "acquisire le autorizzazioni di competenza di altri Enti" cosa ha fatto per convincere Porto Tolle a inviarle? Si accontenta di autorizzazioni paesaggistiche emesse a posteriori dai comuni di Rosolina e Porto Viro? E per le concessioni edilizie, quanto tempo intende ancora aspettare? Insomma si tratta di una "brutta storia" fatta di leggerezze, disattenzioni e ora di frettolosi rattoppi.
Per quanto ci riguarda abbiamo chiesto con interrogazione alla Giunta regionale di intervenire per quanto le è di competenza sul rispetto delle norme in materia. Infine, crediamo che questa situazione, così come la recrudescenza (che a noi risulta continua) del bracconaggio nel delta, entrambe denunciate da ambientalisti polesani, ribadisca la necessità di ritrovare con le associazioni ambientaliste da parte della Giunta provinciale un clima di collaborazione e una disponibilità a rivedere lo stesso regolamento sulla vigilanza provinciale. Non si accusi gli ambientalisti di essere contro la vigilanza perché non è vero ma, si riconosca invece come l’apporto di questi volontari sia stato decisivo per far emergere e debellare nel recente passato il bracconaggio nel parco e si operi per valorizzare l’apporto volontario a difesa della fauna e del territorio.
Paolo De Marchi
Gruppo Consiliare Regionale Verdi
11 novembre 2004

