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Interrogazione regionale dei Verdi sul riacutizzarsi del bracconaggio nel delta del Po all’interno del Parco

9 novembre 2004

Il consigliere regionale Gianfranco Bettin chiede alla Giunta azioni immediate per fermare questo fenomeno e strumenti legislativi per sottrarre questo tipo di aree naturalistiche all’esercizio venatorio per tutelare effettivamente la fauna, in particolare quella selvatica migratoria

Grazie alle puntali segnalazioni degli attivisti del WWF è ritornato all’attenzione di tutti il fenomeno del bracconaggio nel delta del Po, soprattutto all’interno del Parco. Un fenomeno mai venuto meno, che sembra in questo ultimo periodo aver avuto una brusca e preoccupante accelerazione. "Chiediamo alla Giunta" dichiara il consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin "di intervenire subito sia coordinandosi con la provincia per urgenti misure di rinforzo della sorveglianza, sia attraverso gli strumento legislativi per chiudere queste aree all’esercizio venatorio". Gli episodi segnalati ed anche l’esito di alcune operazioni svolte dai vigili provinciali dimostrano che è giunto il tempo per azioni drastiche di limitazione dell’attività venatoria in aree come il delta dove la presenza di fauna selvatica rappresenta una risorsa naturalistica preziosa che va tutelata in ogni modo. "Tanto più quando da più parti si parla del delta come una terra da restituire alla vocazione naturalistica, nella quale promuovere economie e produzioni sostenibili e di promozione di tale vocazione" dice Bettin "La presenza ormai stabile dello stesso fenicottero rosa dovrebbe spingere a rendere totale la tutela di questo territorio da qualsiasi forma di caccia e non solo dal bracconaggio." I Verdi segnalano, infine, come questa recrudescenza dimostri la necessità di un potenziamento della sorveglianza attraverso una migliore collaborazione della Provincia con le associazioni ambientaliste, collaborazione che è stata recentemente incrinata dalla scelta della Provincia di varare un regolamento delle guardie volontarie venatorie che, di fatto, rende impossibile la collaborazione dei volontari delle associazioni. "Auspichiamo a questo proposito un ripensamento della Provincia e l’apertura di un dialogo con le associazioni ambientaliste per una intesa che promuova la partecipazione dei volontari nell’attività di sorveglianza invece di limitarla" conclude Bettin.

Gruppo Consiliare Regionale Verdi del Veneto

5 novembre 2004

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