
Greenpeace blocca impianto della soia Cereol ad Ancona
14 maggio 2004
L’azione segue quella di Ravenna di lunedì, nella quale sono stati bloccati gli stabilimenti della stessa azienda e la clamorosa azione al largo di Chioggia, in cui la nave di Greenpeace "Esperanza" ha bloccato per 4 giorni una nave che trasportava 40.000 tonnellate di soia Ogm dall’Argentina. Attivisti in tuta arancione da Italia, Spagna, Austria e Danimarca stanno bloccando tutti i cancelli della Cereol, altri sono incatenati sulla pesa dei camion, altri ancora hanno appeso su un silos uno striscione di 20 metri con scritto "No al cibo Ogm". Una squadra di Greenpeace sta raccogliendo dei campioni di soia dal magazzino della Cereol per effettuare il test sugli Ogm. "Dopo essere stati rifiutati dai consumatori, gli Ogm iniziano ad essere abbandonati dalle stesse aziende che li hanno sviluppati. La Bayer ha rinunciato a coltivare il mais Ogm in Inghilterra, la Monsanto ha rinunciato al grano Ogm e allora perché la Cereol continua a importare soia Ogm? La soia non geneticamente modificata è ampiamente disponibile dal Brasile, l’alternativa esiste" commenta Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace. La Cereol è la sussidiaria italiana di Bunge, la maggiore azienda che trasforma la soia a livello mondiale e fra i principali esportatori di cereali. La Cereol/Bunge ha altri due stabilimenti in Italia, a Ravenna e Porto Marghera ed importa anche farina di soia Ogm dall’Argentina: ad Ancona vengono lavorate circa 1.500 tonnellate di soia al giorno. I dirigenti dell’azienda hanno comunicato a Greenpeace di essere Ogm free nello stabilimento di Ravenna, ora, perchè importano soia convenzionale dal Brasile, ma anche che potrebbero riprendere ad Ottobre l’importazione di Ogm. L’azienda non ha risposto alle sollecitazioni di Greenpeace, che chiedeva di convertire la produzione a Ogm free. Tutte e tre le navi di Greenpeace, intanto, continuano a battersi per un unico obiettivo, fermare gli OGM: la nave "Esperanza" nel Mediterraneo, il rompighiaccio "Arctic Sunrise" in Brasile e l’ammiraglia "Rainbow Warrior" in Australia.
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